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Scoliosi: definizione, storia e diagnosi di una patologia complessa

imagesLo sviluppo adolescenziale è un periodo di crescita dell’organismo, sia psichico che fisico, che almeno in linea teorica andrebbe controllato e monitorato scrupolosamente, al fine di garantire la completezza in termini di salute e fisiologia dei singoli individui, ciò perché proprio in questa fase potrebbero emergere delle problematiche pre-esistenti, magari sfuggite nella fase pediatriche perché di lieve entità, capaci di enfatizzarsi con grosse complicanze, come la scoliosi.

La patologia nota col termine SCOLIOSI, oramai molto conosciuta grazie alla diffusioni dei termini fisioterapici ed ortopedici, rappresenta una deformità delle colonna vertebrale che si tramanda dall’antichità, non è infatti un problema sorto soltanto nei tempi moderni ma affliggeva anche gli adolescenti ed i soggetti dei periodi storici passati, ovviamente con trattamenti, sia clinici che da parte dell’opinione pubblica, diversificati in base al particolare periodo storico,

Le prime trascrizioni, nella letteratura scientifica, che descrivono casi di scoliosi risalgono al periodo greco, con Ippocrate che le classificò come deformità angolari della colonna, addirittura fornendo i primi strumenti di diagnosi e screening per poterla identificare con assoluta certezza, non confondendo eventuali, ma naturali, estroflessioni al limite del fisiologico per una patologica che poteva costare caro al tempo per la sopravvivenza nella società dell’individuo affetto.Proprio il periodo greco ha infatti fornito anche il significato etimologico del termine, derivato da “incurvamento”, che in greco corrisponde a skoliosis, un termine a sua volta sviluppato dall’abbreviativo “curvo”, ovvero skolios, permettendo nel corso degli anni a venire di poter distinguere facilmente la patologia nelle discussioni di carattere medico-scientifico.

La diagnosi di scoliosi viene effettuata in presenza di una deviazione specificamente laterale, di tipo permanente, con tanto d’interessamento dei corpi vertebrale che mostrano una rotazione con deformazione, nel dettaglio dei dischi intervertebrali, processo responsabile del mutamento di orientamento colonnare, a causa anche di retrazioni muscolari e legamentose, quindi, ed in sintesi, con l’interessamento dell’intera struttura articolare. Col tempo la scoliosi è stata distinta per tipologie, ad oggi se ne diagnosticano 4 tipologie diverse:

  • scoliosi lombare
  • scoliosi dorso-lombare
  • scoliosi dorsale
  • scoliosi cervico-dorsale

Risulta abbastanza semplice comprendere come la definizione vari in base all’area di localizzazione distinguendole per le regioni delle colonna vertebrale interessate dal problema, ovviamente con sintomi e problematiche variabili da zona a zona, ciò a causa proprio dell’importanza che la colonna vanta, ed il suo relativo assetto posturale, sull’intera fisiologia dell’individuo. Difficile comprendere le cause, circa l’80% dei casi è classificato sotto l’ala delle “scoliosi idiopatiche” delle quali non si ha una certezza in termini di fattori eziologici d’incidenza, mentre la rimanente percentuale è di natura congenita o acquisita, in quest ultimo caso durante il periodo pediatrico o post parto a causa di traumi o, per lo più, infezioni, nei casi gravi a causa di tumori.

La diagnosi, oltre che sulla distinzione delle tipologie, viene condotta identificando nel paziente anomalie variabili, visionando la posizione eretta, in varie aree corporee tra le quali spiccano:

  • spalle, devono mostrare una diversa altezza
  • bacino, deve dimostrare di essere sbilanciato e con le  le scapole prominenti
  • anca, deve dimostrare  di essere sollevata
  • postura, deve dimostrare un inclinazione da uno dei lati
  • asimmetria, deve essere identificata sui triangoli della taglia

 

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