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Come funziona la quotazione dell’oro usato nei negozi specializzati

Per vendere oro usato, tutto ciò che bisogna fare è trovare un compro oro che sia affidabile e sicuro, in cui poter svolgere queste operazione senza correre alcun tipo di rischio. Al giorno d’oggi, quindi, è fondamentale accertarsi della credibilità di tali negozi specializzati.

Anche sul web ci sono sempre più piattaforme che si sono diffuse proprio in riferimento alla vendita di oggetti preziosi e oro. Una delle più apprezzate è quella di Mvs, ovvero una gioielleria che può vantare un’apposita convenzione stipulata con l’Associazione Nazionale Carabinieri. Questa gioielleria online ha una buona esperienza nel campo della compravendita di oggetti preziosi sull’intero territorio italiano, tra metalli preziosi come argento, oro e coralli, senza dimenticare anche gioielli firmati d’occasione.

La quotazione dell’oro

Il valore che caratterizza l’oro che è oggetto di quotazione in Borsa, detto anche fixing, è legato all’oro a 24 carati, ovvero quello che ha un grado di purezza pari a 999/1000. L’oro puro presenta notevoli differenze in confronto a quello che viene impiegato per la realizzazione di gioielli che, nella maggior parte dei casi, è oro a 18 carati. In questo secondo caso, infatti, l’oro è presente in lega con ulteriori metalli, che comportano una maggiore facilità di lavorazione e anche un livello di resistenza più alto.

Per poter giungere ad una valutazione corretta circa il prezzo a cui vendere i propri oggetti preziosi, è molto importante osservare sempre con grande attenzione le quotazioni che riguardano l’oro usato. Queste ultime, infatti, sono oggetto di apposito aggiornamento circa due volte al giorno, da parte della Borsa di Londra. Al tempo stesso, è molto importante analizzare con quale metallo è stato lavorato l’oro che si trova nel gioiello.

Vendite delle monete d’oro usate

Un discorso completamente a parte andrebbe fatto per tutte quelle operazione che hanno come scopo finale la vendita di monete d’oro usate. In questi casi, infatti, diventa fondamentale valutare anche lo stato di conservazione delle medesime monete, così come il loro valore numismatico.

È interessante sottolineare come quello che si definisce carato all’interno delle leghe d’oro, equivale semplicemente ad una componente d’oro su complessivamente 24 parti di metallo che vanno a formare la lega. In tal senso, si può facilmente comprendere come la dicitura a 18 carati vada a significare che la lega è formata da 18 parti d’oro e 6 parti in cui sono presenti altri metalli.

Molto importante anche sapere come da 9 fino a 14 carati vengono usati da tanti Paesi per la realizzazione di gioielli di più bassa qualità. Invece, i 18 carati sono quelli maggiormente diffusi sul territorio italiano per la produzione di gioielli, mentre i 22 carati vengono impiegati in modo specifico per delle monete, come ad esempio i Marenghi o la Sterlina. I 24 carati, invece, vengono sfruttati per la realizzazione non solo di lingotti, ma anche di monete ancora più preziose. L’oro da gioielleria, ovvero quello che spesso viene legato ad altri metalli per renderlo più resistente, può vantare una colorazione che spazia dal rosa fino al giallo, passando per il grigio, il blu e il bianco.

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