"Un mondo che odia gli uomini", il romanzo d’esordio di Giulia Crippa
di Redazione
27/03/2026
Una distopia provocatoria che capovolge la realtà per costringerci a guardarla meglio. Cosa accade quando il sistema si ribalta e l’abuso cambia volto?
È disponibile in libreria e sulle principali piattaforme online Un mondo che odia gli uomini, romanzo d’esordio di Giulia Crippa, pubblicato da bookabook editore. Un’opera che si inserisce nel panorama della narrativa distopica italiana con una voce originale, tagliente e profondamente attuale.
La trama
In un futuro non troppo lontano, il governo emana un decreto estremo per porre fine a un’epidemia di femminicidi: alle donne viene concesso il diritto di uccidere un uomo al mese in caso di pericolo fisico o psicologico. È il cosiddetto O.M.A., Omicidio Mensile Acconsentito.
Red, alla soglia dei trent’anni, dotata di un olfatto sopraffino e di un gatto nero come compagno fedele, sta ancora cercando il proprio posto nel mondo quando si ritrova a compiere il suo primo O.M.A. Ben presto, quello che appare come un colpo di scena si trasforma in parte dello scenario: in una società che si abitua rapidamente a tutto – anche alla violenza e alla morte – il privilegio cambia volto, e il confine tra autodifesa e potere diventa sempre più sottile.
Attraverso una narrazione che capovolge la realtà, il romanzo ci costringe a interrogarci su cosa significhi essere parte del nostro tempo e quale sia il nostro ruolo all’interno di questo racconto collettivo: viviamo in una società che ha inglobato l’anomalia nella sua struttura più profonda? La chiamiamo emergenza, ma è una costante.
L’idea
Un mondo che odia gli uomini non è un romanzo a tesi, ma un esperimento narrativo: un’ipotesi estrema che diventa lente d’ingrandimento su dinamiche di potere, violenza di genere e conformismo sociale. Nel solco tracciato da “Ragazze elettriche” (The Power) di Naomi Alderman, che immaginava un mondo in cui le donne acquisiscono un potere fisico sugli uomini, Crippa porta la riflessione su un terreno ancora più crudo e vicino alla cronaca italiana: il ribaltamento non è fantascientifico, ma legislativo, e affonda le radici nell’emergenza femminicidi. L’idea nasce dall’accumularsi quasi indisturbato di notizie di violenza contro le donne, dalla difficoltà diffusa a esercitare empatia e dal ricorso immediato alle frasi di circostanza. Come racconta l’autrice: “la scrittura è arrivata come una reazione istintiva, non per spiegare o insegnare, ma per interrompere un’anestesia collettiva. Il ribaltamento dei ruoli – vittima e carnefice – serve a rendere visibile ciò che nella realtà è diventato così frequente da non fare più rumore”.
Il romanzo non suggerisce che invertendo le dinamiche le donne farebbero lo stesso, ma mette in discussione il potere come principio di regolazione dei rapporti. Il decreto O.M.A. è già, nel libro, una soluzione sbagliata: il problema non è “chi detiene il potere”, ma il sistema che lo rende necessario e che ha normalizzato violenza e disuguaglianza per secoli. Un messaggio che riguarda tutti – uomini e donne, chi educa e chi cresce – con una responsabilità particolare verso le nuove generazioni.
La musica gioca un ruolo centrale nella narrazione, utilizzata dall’autrice come un vero elemento narrativo capace di esprimere emozioni che le parole da sole non riescono a restituire. Se il lettore prova fastidio, rabbia o anche solo disagio, significa che qualcosa si è mosso: il romanzo non è una chiamata al conflitto, ma un invito a guardare meglio e a mantenere vivo il dialogo.
L’autrice
Giulia Crippa (Bologna, 1995) è cresciuta a Ravenna e vive a Milano, dove ha studiato Comunicazione all’Università IULM, e ha lavorato in diversi ambiti, tra marketing, relazioni pubbliche ed eventi. Ha arricchito la sua formazione con esperienze internazionali e ha sempre coltivato la passione per la scrittura, approfondita attraverso corsi di giornalismo e sceneggiatura. Nel 2024 conclude “Un mondo che odia gli uomini”, il suo primo romanzo.