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TV IN CRISI PER LA DIMINUZIONE DI SPOT PUBBLICITARI

 

La crisi affonda gli spot in tv, che in Italia chiudono il primo semestre in calo del 4,7%, a quota due miliardi e mezzo di euro. Ma questo fenomeno non sarebbe da attribuire solamente all’ormai arcinoto ristagno finanziario globale.
Secondo un recente sondaggio del Censis infatti gli italiani sono sempre meno teledipendenti, ma solo perchè deviano in parte la loro attenzione sulle nuove forme di comunicazione mediatica. Infatti fermo restando che la tv mantiene un pubblico coincidente con totalità della popolazione (98%) si fanno sempre più strada mass media alternativi legati alla rete globale.  Infatti secondo l’agenzia sopracitata ad oggi un quarto degli italiani collegati a Internet (24,2%) ha l’abitudine di seguire i programmi dai siti web delle emittenti televisive e ben il 42,4% li cerca su YouTube. Per non parlare della diffusione dei social network, basti pensare che solo Facebook (il più diffuso nel nostro paese) conta una quota di iscritti pari al 42% dell’intera popolazione. Facile capire quindi come questo fenomeno abbia aperto nuovi mercati per le agenzie di divulgazione pubblicitaria. Il MARKETING SOCIALE infatti sta prendendo sempre più piede nella nostra economia andando a sostituire in parte la fetta di mercato persa della tv, rispetto al 2010 (+14,1%).

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