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Suicidio in carcere e commenti vergognosi su Facebook. Orlando chiede provvedimenti.

indexQualche giorno fa, Ioan Gabriel Barbuta, un rumeno accusato dell’omicidio del suo vicino di casa e condannato all’ergastolo, ha deciso di porre fine alla sua vita all’interno della cella in cui era rinchiuso.
Non è la prima volta che si assiste a casi del genere all’interno del nostro paese e già questo basterebbe a far riflettere sulle condizioni e sul sistema di sicurezza in cui si trovano le carceri italiane. Ma non è questo che nei giorni scorsi ha destato l’indignazione di molte persone.

Sembra, infatti, che sulla pagina Facebook del sindacato della polizia penitenziaria Alsippe, in seguito alla notizia della morte dell’uomo rumeno, siano comparsi una serie di commenti di carattere razzista e poco inclini al rispetto dell’essere umano.

“Un rumeno in meno” e “Dategli più corde” sono alcuni dei commenti incriminati apparsi sulla pagina in questione.

Il sindacato Alsippe ha subito provveduto all’eliminazione di tali commenti, tenendo a precisare che si tratta di frasi vergognose non condivise dai membri dello stesso sindacato, ma ciò non è bastato a fermare l’inchiesta interna del Dap, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.

Il ministro della giustizia Andrea Orlando, infatti, aveva già provveduto a richiedere che fossero fatte delle indagini più approfondite in merito alla questione al fine di valutare i relativi provvedimenti da adottare così che situazioni del genere non debbano più ripetersi in futuro.
Una vicenda al limite del vergognoso, specialmente se si pensa che questi commenti sono stati espressi proprio da alcuni membri della polizia penitenziaria e da alcuni sindacalisti, persone che dovrebbero essere caratterizzate da un elevato grado di sensibilità e che si dichiarano “attente all’interesse e al benessere dei detenuti, indipendentemente dal reato commesso”, ma che invece talvolta finiscono per dimenticare ciò che questo significa.

Fonte: ansa.it

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