Industria conciaria: la sfida della sostenibilità per una delle eccellenze del sistema Italia
di Redazione
18/02/2025
L’industria conciaria è una delle eccellenze del sistema economico italiano, con processi certificati apprezzati in tutto il mondo. Come tutte le filiere che hanno a che fare con ambiti come il fashion e l’arredamento, anche questa si sta affacciando sempre di più a un approccio all’insegna della sostenibilità ambientale.
Si tratta di una sfida non da poco.
Accanto al focus sull’ambiente, infatti, è necessario mantenere alto quello sulla competitività, per primeggiare in un contesto nazionale che vede attive più di 1100 aziende che, da sole, generano un valore superiore ai 4 miliardi di euro e un volume di export superiore ai 3 (fonte UNIC, acronimo per Unione Nazionale Industria Conciaria, e dato relativo al 2019).
Diverse voci chiamano in causa, quando si discute di sostenibilità nell’industria conciaria, la necessità di implementare l’industria 4.0.
Quella che è ormai non è più un’innovazione dovrebbe, a detta di molti, essere adottata di più innanzitutto dalle aziende che si occupano di macchinari per concerie, tra le basi della supply chain.
Queste realtà possono trarre grande vantaggio dal machine learning che, permettendo di lavorare sui dati, dà modo di gestirli in ottica di ottimizzazione dei consumi e, di riflesso, delle emissioni di sostanze inquinanti nell’ambiente.
L’industria 4.0 è considerata prezioso punto di riferimento anche per quanto riguarda l’ottimizzazione della tracciabilità delle materie prime e le certificazioni relative all’impatto ambientale della loro lavorazione.
Da non dimenticare, inoltre, è il suo ruolo nel continuo monitoraggio degli asset, aspetto che comprende, per esempio, il trattamento delle acque.
Già si parte con numeri a dir poco interessanti e di progetti che hanno tutte le carte a favore per cambiare le cose. Degno di nota a tal proposito è quello partito ormai da diversi anni a Castelfranco di Sotto, in provincia di Pisa.
Qui ha sede Sciarada, una delle aziende più celebri del distretto conciario toscano che, grazie a una collaborazione partita ormai già da diversi anni con l’Università di Bologna, ha messo a punto un sistema per riutilizzare gli scarti di produzione con lo scopo di dare vita a pavimentazioni antiscivolo e gomme per automobili.
Il risultato, lato risparmio delle risorse, ha visto, nel 2022, la riduzione del 50% delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Per quanto riguarda quelle di prodotti chimici, si parla di una riduzione del 40%. Molto interessante è anche il dato sul risparmio idrico, quantificato, tre anni fa, attorno al 66%.