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Gatto bengala

Gatto bengala: cosa sapere prima di accoglierne uno in famiglia

Riconosciuto ufficialmente come razza nel 1991, il gatto bengala è un esemplare a dir poco speciale, incrocio tra il gatto domestico e il gatto leopardo.

Si tratta di una razza frutto del lavoro degli scienziati. Tutto è iniziato nel 1973, quando il Dottor Willard Centerwall decise di trovare una soluzione alla leucemia dei gatti domestici. Come in tanti altri casi, dall’intenzione iniziale si è poi arrivati a un risultato molto diverso. Il Dottor Centerwall non è riuscito a trovare una soluzione per combattere la leucemia nei gatti domestici, ma ha dato vita a una nuova razza, che nel 1974 è stata denominata Bengal.

Ricordiamo che si tratta di un gatto di grossa taglia, i cui esemplari maschi pesano mediamente 9 kg. Le femmine, invece, difficilmente superano i 6.

Quali sono i consigli da seguire quando si decide di accoglierne uno in famiglia? Quali le cose da sapere? Nelle prossime righe abbiamo selezionato alcune dritte utili al proposito.

Carattere

Quando si parla delle caratteristiche del gatto bengala è il caso di partire dal carattere. La prima cosa da dire al proposito riguarda il fatto che questa razza felina si contraddistingue per un approccio molto dolce, all’insegna della curiosità e dell’intelligenza.

Il gatto bengala va molto d’accordo sia con gli uomini, sia con gli altri animali (cani e altre razze di gatti). Dal momento che si tratta di una razza che ha mantenuto il suo istinto predatorio, è il caso di valutare se accogliere in famiglia un gatto bengala nell’eventualità in cui non si dovessero avere spazi sufficientemente ampi (questo gatto, infatti, ama molto arrampicarsi).

Un aspetto molto importante quando si parla del carattere di questa razza di gatto riguarda il fatto che è adatta alla convivenza con i bambini. Quello che conta è consentire all’animale di conservare la sua autonomia.

In linea generale, il gatto del bengala rimane tranquillamente diverse ore in casa. Se si ha intenzione di rendere la sua quotidianità serena, un consiglio utile da seguire prevede il fatto di fornirgli dei giochi e delle superfici ampie e sicure per permettergli di sfogare la sua splendida natura selvatica.

Un punto che è cruciale tenere in considerazione quando si decide di accogliere in casa un gatto bengala riguarda la sua curiosità. Questa razza felina, infatti, tende spesso a esplorare quello che ha intorno. Alla luce di ciò, è opportuno mettere in sicurezza la casa in modo da evitare che l’animale possa creare danni.

Cosa sapere sul mantello

Parliamo ora del mantello del gatto del bengala. La prima cosa da dire in merito è che questo esemplare felino può avere un manto sia macchiato, sia striato. Quando si ha a che fare con il primo dei due casi, si notano delle macchie a forme di bottone distribuite sul corpo in maniera uniforme. Molto spesso il gatto del bengala presenta una macchia a forma di M sulla fronte.

Un oggettivo vantaggio del mantello di questo gatto riguarda il fatto che non è necessario spazzolarlo con frequenza. Bisogna concentrarsi su questo procedimento soprattutto nel periodo della muta. Ricordiamo altresì che anche il taglio delle unghie non va fatto di frequenza. Lo stesso vale per la pulizia delle orecchie.

Come gestire l’alimentazione

Un capitolo oggettivamente importante relativo alla gestione del gatto del bengala riguarda l’alimentazione. La cosa principale da dire al proposito è che questa razza felina si contraddistingue per una digestione molto delicata.

Tra i cibi che è utile includere nello schema alimentare del proprio amico felino è possibile comprendere il pollo crudo (vanno benissimo anche altri tipi di carne, purché sia cruda e non eccessivamente grassa). Da evitare categoricamente sono il latte e i derivati.

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