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E Renzi via Twitter lancia la riforma del Terzo Settore

“Dare stabilità e ampliare le forme di sostegno economico, pubblico e privato degli enti del Terzo settore” tramite “il riordino e l’armonizzazione delle diverse forme di fiscalità di vantaggio per gli enti del terzo settore” ed il “potenziamento del 5 per mille”: questi alcuni dei punti proposti dal governo per riformare il Terzo Settore. Ma la novità, che sta più a cuore a milioni di giovani disoccupati, riguarda la proposta di un servizio civile universale per 100mila giovani all’anno, della durata di 8 mesi, eventualmente prorogabili di altri 4, con l’ammissione anche di cittadini stranieri. 

Una “leva di giovani a difesa della Patria”, come l’ha definita il Premier, volta a tutelare l’impareggiabile patrimonio storico-artistico ed umano che caratterizza la nazione italiana. Mentre ancora non sono chiare le modalità di accesso a questo servizio, inteso a valorizzare in nome del “principio di sussidiarietà verticale e orizzontale” quello “straordinario potenziale di crescita e occupazione insito nell’economia sociale e nelle attività svolte dal terzo settore”-  il Decreto di Legge delega sarà in Consiglio dei Ministri il prossimo 27 giugno -, Renzi invita i cittadini ad una consultazione sulle linee guida già definite: da oggi al 13 giugno sarà possibile far sentire la propria voce, scrivendo alla casella di posta elettronica governativa terzosettorelavoltabuona@lavoro.gov.it.

In sintesi, la riforma proposta da Renzi prevede di “costruire”, stando alle sue parole, “un nuovo Welfare partecipativo, fondato su una governance sociale allargata alla partecipazione dei singoli, dei corpi intermedi e del terzo settore al processo decisionale e attuativo delle politiche sociali”. Delimitando in maniera più chiara l’identità del terzo settore e specificando meglio i confini tra volontariato e impresa sociale, si potranno creare nuove possibilità occupazionali per tanti giovani oggi costretti a prestare i loro servizi in maniera assolutamente gratuita. Perseguire il bene comune non dev’essere a discapito della valorizzazione e del riconoscimento dell’impegno individuali.

“Su tutte queste proposte”, dichiara Renzi, “ci piacerebbe conoscere le opinioni di chi con altruismo opera tutti giorni nel Terzo settore, così come di tutti gli stakeholder e i cittadini sostenitori o utenti finali degli enti del no-profit”. Sarà importante che i partecipanti al dibattito forniscano delle considerazioni valide e pertinenti, consapevoli dell’importanza tanto delle associazioni di volontariato quanto della professionalità riconosciuta, alla quale dev’essere fornita la garanzia di un corrispettivo anche economico, nonché di un inquadramento lavorativo normato dalla legge.

Passata l’attuale bufera sul caso EXPO2015, Renzi promette di tornare a riflettere (e twittare) sulla Riforma. Attendiamo quindi importanti notizie offerte lavoro, capaci di fornire una risposta alle giuste istanze occupazionali di tanti, troppi giovani italiani privi di impiego.

 

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