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Scarpe, quando le donne odiavano i tacchi

Oggi le nostre giornate sono ricche di tantissimi elementi, gli uomini ma per lo più le donne sono presi da giornate sempre più frenetiche divise fra lavoro e famiglia. Quindi il primo elemento importante per la comodità dello svolgere tutto il tram tram quotidiano è la scarpa. Scarpe che a loro volta è possibile acquistare in diverse metodologie, non più solo nel negozio sotto casa ma le scarpe online sono acquistabili ovunque. Insomma non c’è proprio da lamentarsi visto che i modelli sono sempre di più, mixano insieme eleganza e comodità. Anche se non è sempre stato così, ci basta mettere il naso fuori alla porta per scoprire che i tacchi oggi, grazie ai platò diventano sempre più alti e sproporzionati. Ma quante delle persone che indossano questi mega tacchi conoscono la lotta che un tempo c’è stata. Dagli anni ’20 agli anni ’50 i tacchi si sono ispirati alle sta di Hollywood e hanno sofferto la guerra insieme alla donne. Ma dopo? Gli è andata sempre bene? La risposta è no, perché proprio negli anni ’60 grandi flotte di donne lottavano contro il tacco alto e sottile. Faceva paura e non certo per le possibili cadute. Il tacco preoccupava molte donne perché nella camminata ne rallentava l’andamento e ne indeboliva la resistenza, sia del piede che della gamba. Di fatto i tacchi, slanciando le gambe provocavano la fantasia di molti uomini. I tacchi invalidavano la donna o quanto meno la rallentavano nei movimenti nel caso in cui fosse stato necessario fuggire.

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Senza parlare poi di ciò che ricordavano, il modo in cui fasciavano il piede faceva ritornare la mente a quando nella storia si utilizzavano i corsetti per snellire la silhouette femminile, aggraziandone la figura, poco importa poi quanto si soffrisse. Vita breve quindi ebbe il tacco sottilissimo inventato da Dior negli anni ’60 denominato Stiletto. Crollato il suo mito il tacco diviene più semplice rialzo. Quell’epoca poi coincide con un periodo in cui il pensiero giovanile dell’Occidente abbraccia sempre di più un modo di pensare, di vestirsi e di comportarsi alla cultura Hippie. Ciò ovviamente porta verso una scarpa rasoterra o come si dice in gergo a piattaforma.  Modelli questi che scoppiano negli anni ’70, anche grazie al mitico personaggio di John Travolta che indossa il tacco piattaforma nel film Fa febbre del sabato sera. È un periodo in cui la mente dei giovani è travolta da tumulti sull’esistenza che portano a sperimentare nuovi stili di vita a volte sopraffatti dalla droga. Con gli anni ’80 la mentalità cambia notevolmente, la moda inizia a liberarsi di tanti dogmi che prima la tenevano rinchiusa nello scantinato dell’immaginazione. Non c’è più il rifiuto femminista verso la moda che c’era negli anni ’60. Ritorna quindi il tacco con una scarpa sexy anche sotto il concetto del piacere estetico. Oggi le donne affermano che un altezza slanciata è quasi sinonimo non solo di femminilità ma anche si una maggior padronanza negli ambienti sui presenti ma anche di potere e di autorità. Di conseguenza negli anni ’80 e ’90 tornano nuovamente di moda i tacchi alti.

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