Riforma Pensioni 2016-2017, news di novembre su opzione donna e lavoratori precoci

Si parla tanto in questi mesi della riforma pensioni 2016-2017, essenziale per evitare un precoce collasso dell’ente di previdenza sociale Inps che non naviga in buone acque vista la cattiva gestione dei fondi nei decenni passati e il precoce invecchiamento della popolazione che rende inevitabile un’azione sulle modalità di accesso alla pensione di vecchiaia. Vediamo quindi le news di novembre di quella che sarà una grossa riforma in campo pensioni.

Pensioni donne: le ultime news

Per quanto riguarda le lavoratrici lo scorso anno si erano stanziati ben 2,5 miliardi per venire incontro alle esigenze delle donne che sono sicuramente diverse da quelle maschili. In base a quanti soldi sono rimasti ci saranno presto novità per quel che riguarda la proroga o meno della possibilità di poter entrare prima nel regime pensionistico. A una prima occhiata si possono tranquillizzare le lavoratrici perché sembra che i fondi siano sufficienti a coprire l’accesso per tutto il 2017 e forse anche per il 2018. È infatti prerogativa del governo venire incontro alle donne in tema pensionistico e per questo motivo non dovrebbero esserci problemi, anche se il terremoto che potrebbe scatenare il referendum costituzionale potrebbe rimettere tutto in discussione.

Naturalmente entrare prima in pensione per le lavoratrici comporta una perdita in termini di denaro, ma a volta calcolando i pro e i contro potrebbe essere la scelta migliore per venire incontro alle esigenze della famiglia che potrebbero essere rappresentate dall’accudire i nipotini permettendo ai figli di lavorare o altro.

Lavoratori precoci: le novità previste dall’Inps

Il Governo in accordo con l’Inps sta elaborando un piano per venire incontro anche ai così detti lavoratori precoci, ovvero per tutti coloro che hanno iniziato presto a lavorare e che quindi non possono attendere l’età anagrafica. La riforma prevederà l’accesso alla pensione senza penalizzazioni di alcuna sorta per tutti coloro che hanno raggiunto i 41 anni di versamenti. Il dibattito su questo punto è però ancora aperto in quanto il Governo vorrebbe estendere questa opzione solo a coloro che hanno fatto lavori usuranti mentre le parti sociali vogliono che riguardi l’intera totalità dei lavoratori in quanto se si inizia prima a lavorare si ha il diritto di poter accedere prima alla pensione. Staremo a vedere. I requisiti da rispettare sono comunque due, ovvero:

  • Avere almeno 62 anni
  • Aver versato almeno 12 mesi di contributi prima dei 19 anni

Se si rispettano questi due contributi si potrà quindi accedere prima alla pensione, e magari godersi la fase tre della propria vita in maniera tranquilla e agiata dopo aver lavorato una vita.

Christian Vannozzi

Giornalista Pubblicista, già redattore per tuttogratis.com e per Leonardo Adv per temi riguardanti l'economia e il turismo. Redattore freelance per la testata giornalistica SuperNews.

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