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Narciso: caratteristiche, simbologia e come coltivarlo

Sicuramente in molti conoscono bene le caratteristiche del narciso, una pianta che nei mesi primaverili mette a disposizione di chi la osserva dei fiori molto eleganti, che hanno un profumo davvero intenso e che rievocano un simbolismo che affonda le sue radici nell’antichità. Ma quali sono tutte le peculiarità di questo fiore? Si tratta di una pianta che cresce molto bene soprattutto nelle aree con una temperatura mite, anche se può resistere anche nelle zone con temperature più basse. Il narciso appartiene all’insieme delle piante che producono dei fiori sulla base da bulbi che crescono sottoterra.

Le caratteristiche del narciso

I fiori che si trovano nella parte più alta della pianta hanno dei petali che si aprono all’esterno e che assumono una conformazione disposta intorno ad una corona al centro. A volte, anche se questa non è una caratteristica sempre presente, accade che questi fiori abbiano una forma che somiglia molto ad una piccola tromba. Tutte le informazioni sul narciso le possiamo rintracciare sul sito http://www.edendeifiori.it/22/narciso.php.

I fiori possono essere di solito gialli o bianchi. Il narciso può avere fiori dello stesso colore, ma a volte accade che sono presenti nella stessa pianta due tonalità differenti: il giallo e il bianco certe volte possono trovarsi contemporaneamente sugli stessi fiori, alternando i vari petali con le due colorazioni.

Perché il narciso ha questo nome

Il nome del narciso è davvero interessante, perché fa riferimento proprio al profumo dei fiori, intenso e sicuramente molto bello. La parola narciso infatti deriva proprio da narkào, un termine greco che vuol dire “che stordisce”. Tutto questo perché nell’antichità si pensava che il fiore in questione avesse degli effetti soporiferi.

Il narciso è famoso anche per il mito greco del giovane del quale si innamoravano molte donne, ma che era incapace di regalare il suo amore. Il mito parla del fatto che il giovane vide il suo volto specchiato nell’acqua di un lago e si tuffò, perché si innamorò della sua immagine. In questa situazione morì. Si racconta che proprio per questo il narciso cresca con i fiori verso l’acqua, quasi a volersi specchiare come il giovane che ha perso la vita per amare se stesso perdutamente.

La coltivazione del narciso

Ma torniamo a parlare del fiore e vediamo qualche caratteristica che riguarda la sua coltivazione. Il narciso infatti è molto semplice da coltivare e non richiede delle procedure complicate per la sua cura. Infatti la pianta non si ammala facilmente e si riproduce spontaneamente. Non è necessario nemmeno utilizzare molta acqua per innaffiare.

Naturalmente bisogna tenere conto delle peculiarità delle piante che prevedono la presenza di bulbi. È necessario quindi attendere il completamento del ciclo vitale. Quando avviene la sfioritura, infatti, non bisogna recidere le piccole foglie, perché saranno utili per trattenere il nutrimento essenziale alla stessa pianta nella fase di riposo. Tutto questo consentirà di far crescere altri bulbi e di ottenere quindi ulteriori fiori.

Il narciso va messo a dimora solitamente nei mesi autunnali, a partire da settembre e fino al mese di dicembre. Bisognerà porre sotto terra i bulbi lasciando qualche centimetro di profondità e mantenendo una distanza di quasi 20 centimetri tra un bulbo e l’altro. Possiamo non tenere conto di questa distanza se piantiamo il narciso in vaso, in modo da avere un effetto visivo molto bello.

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