Corte di Strasburgo: Bruno Contrada non doveva essere condannato

La Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo ha stabilito che Bruno Contrada non doveva essere condannato per concorso esterno in associazione mafiosa poichè, all’epoca ovvero 1979/1988, il reato non era molto chiara. Lo Stato Italiano deve versare a Bruno Contrada 10 mila euro per danni morali.

bruno contrada

L’avvocato di Bruno Contrada, Giuseppe Libera afferma: ”Ho presentato due mesi fa la quarta domanda di revisione del processo a Bruno Contrada e la corte di appello di Caltanissetta mi ha fissato l’udienza il 18 giugno. La sentenza di Strasburgo sarà un altro elemento per ottenere la revisione della condanna. Ora capisco perché nonostante le sofferenze quest’uomo a 84 anni continui a vivere”. Il commento di Contrada è stato: ”Ventitre anni di vita devastati non potrà restituirmeli nessuno. Così come i 10 anni trascorsi in carcere”.  Il condannato si è rivolto alla Corte di Strasburgo nel 2008 e ha affermato che non avrebbe dovuto essere condannato, in base all’articolo 7 della Convenzione Europea dei Diritti Umani che stabilisce il principio “nulla pena sine lege”. Contrada non avrebbe dovuto essere condannato poichè : “Il reato di concorso esterno in associazione di stampo mafioso è il risultato di un’evoluzione della giurisprudenza italiana posteriore all’epoca in cui lui avrebbe commesso i fatti per cui è stato condannato”. I giudici di Strasburgo gli hanno dato ragione e hanno affermato che i giudici italiani non hanno rispettato i principi di non retroattività e di prevedibilità della legge penale. I giudici di Strasburgo, nella sentenza, affermano che: “Il reato di concorso esterno in associazione mafiosa è stato il risultato di un’ evoluzione della giurisprudenza iniziata verso la fine degli anni ’80 e consolidatasi nel 1994 e che quindi la legge non era sufficientemente chiara e prevedibile per Bruno Contrada nel momento in cui avrebbe commesso i fatti contestatigli”.

 

Redazione

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