CNEL e Referendum Costituzionale: cosa cambia a partire da dicembre 2016, novità possibile abolizione

Si avvicina ormai il voto per il Referendum Costituzionale su cui il Governo Renzi punta tutta la sua legittimità. Oltre che all’abolizione del Senato di cui tanto si parla il referendum verterà anche sul CNEL e sulla sua abolizione. Ma cos’è il CNEL? IL CNEL è un organo costituzionale previsto dall’articolo 99 della costituzione italiana, che ne spiega i poteri e il modo di elezione e nomina dei componenti. Si tratta di un organismo consultivo in appoggio al parlamento per le faccende di natura economica. Può anche proporre delle leggi, oltre che dare consigli su di esse, anche se questo potere è stato esercitato pochissime volte.

Con l’avvento del Governo Renzi questo organo consultivo è stato un po messo da parte per preparare la strada alla sua abolizione che avverrà in maniera esplicita se vincerà il SI al referendum costituzionale di dicembre. Ma in pratica cosa cambia con l’abolizione del CNEL? Da quello che afferma il presidente Renzi il CNEL è l’esempio della cattiva politica e principalmente dei soldi pubblici spesi male in politica, in pratica si tratta di un organo inutile che serve soltanto a buttare denaro pubblico, e di conseguenza la sua abolizione dovrebbe far diminuire le tasse, ma è realmente così?

Cosa succede con l’abolizione del CNEL con il referendum

Per i promotori dell’abolizione del CNEL questo organo consultivo ha fatto poco e niente da quando è stato costituito in virtù di un costo abnorme di circa 20 milioni di euro all’anno. Per questa ragione si potrebbe pensare che la sua abolizione arricchirà il Paese, ma a che prezzo? Sicuramente il parlamento non potrà più giovarsi del ‘consiglio’ di un organo costituito da esperti del settore, non tenendo quindi più conto delle parti in campo, cosa per cui il CNEL era stato creato.

Senza dubbio quello che c’è di sbagliato riguarda i costi e il cattivo utilizzo che si è fatto dell’organo consultivo che risulta essere, fatti alla mano, quasi inutile. Certo che però i padri fondatori della Repubblica non l’avevano concepito come ente mangia soldi, ma come organo consultivo vero e proprio in grado di guidare i parlamentari, che potrebbero non essere degli esperti di economia, sulla via giusta per il Paese. Abolirlo quindi potrebbe essere una scelta azzardata anche se il risparmio è innegabile.

Cosa guadagna gli italiani con l’abolizione costituzionale del CNEL

Cosa guadagnano gli italiani nel dettaglio non si è ben capito, in quanto sicuramente lo stato avrà l’opportunità di spendere il denaro pubblico in altro modo, ma quale sia quel modo non è deciso dai cittadini che pagano le tasse, quindi nel concreto non guadagnano niente. Certo occorre dire che tra i fautori del No costituzionale non c’è nessuno che difende il povero CNEL, che a quanto pare ha fatto ormai il suo tempo.

Christian Vannozzi

Giornalista Pubblicista, già redattore per tuttogratis.com e per Leonardo Adv per temi riguardanti l'economia e il turismo. Redattore freelance per la testata giornalistica SuperNews.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *