CNEL 2016: analisi in caso di sì o no al referendum, novità abolizione

Il Referendum Costituzionale, mancano ormai pochi giorni all’apertura delle urne e per il CNEL il 2016 potrebbe essere l’ultimo anno d’attività visto che uno dei motivi per cui si voterà per il SI è appunto l’abolizione dell’organo costituzionale che molti non conoscono e che purtroppo, a dire la verità, ha fatto molto pena di quanto avrebbe potuto fare in Italia.

Detto questo è il caso di dire che il CNEL, ovvero il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, non è un ente inutile, anche se le competenze di questo sono state duplicate da altri enti che lo rendono ormai superfluo e in una certa maniera superato. L’organo statale può infatti fungere da organo consultivo per le materie riguardanti l’economia e il lavoro, e può proporre leggi, due poteri di tutto rispetto che vengono sanciti dalla Costituzione Italiana mediante l’articolo 99, e che servirebbero, non poco, all’Italia visto che le ultime manovre sull’economia e sul lavoro lasciano molto a desiderare e non sono riuscite né a rendere più ricchi gli italiani né a incrementare l’occupazione. Per questo motivo un gruppo di esperti che sappia consigliare i parlamentari sarebbe cosa ben gradita, specialmente se questi non siano di parte bensì nominati da altri organi costituzionali. Purtroppo però il CNEL è molto costoso e di conseguenza diversi gruppi politici ne chiedono da anni l’abolizione, cosa legittima visto lo scarso lavoro che questo ha compiuto a discapito del grandissimo costo che ha.

Referendum Costituzionale: il CNEL aprirà la strada all’abolizione degli enti inutili?

Quello che sperano i fautori del SI, ma anche tutti coloro che voteranno per il SI per l’utilizzo più ragionato dei fondi pubblici, e quindi per eliminare gli sprechi di denaro che gli italiani a fatica versano nei forzieri statali. Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro costa mediamente 20 milioni di euro all’anno, cifra da capogiro se si pensa lo scarso supporto che questo ente ha dato all’Iter legislativo. Questi 20 milioni potranno quindi essere utilizzati per altri scopi, magari più urgenti, anche se lo smantellamento di un organo ha comunque dei costi e per questa ragione dei 20 milioni promessi probabilmente ne rimarranno forse la metà. Con la sua abolizione si spera in una repentina eliminazione anche di altri enti inutili e mangiasoldi che l’Italia oggigiorno non può più permettersi.

Cosa cambia costituzionale del CNEL

Cosa guadagnano gli italiani e soprattutto cosa cambia con la vittoria del SI. Con la modifica del testo costituzionale si abolirà l’ente costituzionale CNEL, di conseguenza il denaro che serviva per mantenerlo verranno spesi in altro modo.

Se vince il NO in pratica non cambia nulla, e il CNEL rimarrebbe al suo posto, naturalmente con un ridimensionamento delle spese, perché per tutti i gruppi politici l’ente va rivisto, e anche se non abolito va sicuramente riformato.

Christian Vannozzi

Giornalista Pubblicista, già redattore per tuttogratis.com e per Leonardo Adv per temi riguardanti l'economia e il turismo. Redattore freelance per la testata giornalistica SuperNews.

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